Carpino - Le pietre del Gargano

FORME D'ARTE

LE PIETRE DEL GARGANO

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CARPINO Cenni preistorici
Non ci sono notizie certe su che genere di abitanti vivessero nella zona di Carpino in epoca  preistorica. Ma si può dedurre che la presenza di grotte naturali e la ricchezza di selce scheggiabile per produrre manufatti litici abbia attirato l’interesse dell’uomo primitivo e quindi abbia favorito la presenza in loco di insediamenti trogloditici. Ne sono testimonianza le numerose grotte che ancora oggi si trovano nascoste nei fondaci di molte case. Usate in qualche caso ancora come abitazione fino al secolo scorso, oggi sono adibite a cantine per tener al fresco gli alimenti.

CARPINO Cenni storici
Le origini storiche di questo paese risalgono all'anno mille quando gli ultimi abitanti dell'antica Uria, importante città che in passato sorgeva sulle rive orientali dell'attuale lago di Varano, si rifugiarono tra i boschi di càrpino a pochi chilometri a monte, in cerca di luoghi meno insalubri a causa della malaria.
Il primo documento in cui si menziona Carpino è la bolla di Papa Adriano IV del 1° gennaio 1158.
Per quanto riguarda il nome, sembra correlato alla presenza di caprioli nei dintorni o ai càrpini, alberi dal fusto alto diffusi in questa parte del territorio. Ma qualcuno sostiene che il càrpino non predilige terreni carsici come quelli presenti in zona, per cui questa etimologia sarebbe da scartare.
Con il passare dei secoli  probabili ed inevitabili errori di trascrizione "notarile" lo mutarono prima in Crapino e poi successivamente in Caprino, fino all'attuale e definitivo Carpino, così come riportato in un documento locale del 1628.



Nel punto più alto di Carpino si erge il Castello, costruito dai Normanni tra il 1150 ed il 1160, restaurato ed ampliato in seguito dagli Svevi. Oggi resta solo un torrione poiché, come spesso è accaduto da queste parti, per scrollarsi di dosso la testimonianza di uno scomodo e vergognoso retaggio feudale, la parte restante della costruzione è stata adibita ad uso di civile abitazione!

Caratteristico è il centro storico che rappresenta un vero gioiello di un’architettura non più ripetibile.
Oggi la parte periferica è in stato di completo abbandono. Presenta le case addossate l'una sull'altra separate da stretti vicoli e scalinate, inframmezzati da giardini interni. Un occhio attento può ancora scorgere l’imbocco di qualche antica cisterna per la raccolta dell’acqua piovana: un miracolo dell’ingegno umano.
Lungo la parte più centrale e curata, è possibile ammirare la Chiesa Madre, consacrata nel 1678 a San Nicola di Mira.
In Piazza del Popolo, invece, al culmine di una scala a rampe contrapposte, si erge la mole squadrata della Chiesa di San Cirillo. Già esistente nel 1310 con funzione di oratorio, fu rimodernata nel 1770.
Patroni venerati a Carpino: San Cirillo d'Alessandria, vescovo e dottore della Chiesa, che si festeggia il 18 maggio e San Rocco pellegrino, che si celebra il 16 agosto.
Sulla collina di Pastromiele, invece, si erge la piccola Chiesa della Santa Croce, aperta solo due volte l'anno: il 3 maggio, giorno della Santa Croce, e il 14 settembre, giorno dell'Esaltazione della Croce.
Altre chiese rupestri quali quella di Sant’Anna, nella piana di Carpino, e quella di San Pietro nell’omonimo terreno, sono dirute ed abbandonate.


 
 

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Prima della  costruzione delle strade rotabili, tutte le comunicazioni garganiche si svolgevano attraverso la rete dei tratturi. Le interminabili cavalcate, le rare visite tra vecchi amici residenti in centri diversi, le obbligate soste in isolate abitazioni campestri, i lunghi spirituali colloqui con la natura, creavano un clima di vita quasi incomprensibile a noi che abbiamo superato la velocità del suono, e legava gli uomini alla propria terra in una maniera che noi forse non siamo più in grado di intendere.

Da "VAGABONDAGGI GARGANICI"          di D’Addetta avv. Giuseppe (Carpino 1960 )

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                                                                        16 agosto 2014 festa di San Rocco

 
 
 
 
 
 
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